Traduzioni: 7 miti da sfatare

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Il mestiere del traduttore viene spesso sottovalutato: è molto diffusa l’idea che chiunque abbia una conoscenza anche basilare di una lingua straniera sia in grado di eseguire traduzioni a regola d’arte qualsiasi tipo di testo.

Vediamo di sfatare alcuni dei miti più diffusi sulle traduzioni:

1. Tradurre non è poi così difficile, basta sostituire le paroline e il gioco è fatto

Avete mai provato a sostituire davvero le singole parole di un testo con le traduzioni corrispondenti trovate sul dizionario? Il risultato è ovvio: una traduzione del tutto senza senso. Provare per credere!

2. Ho studiato inglese a scuola, poi per le parole che non so guardo il dizionario

Sì, lo pensano in tanti. O meglio, lo pensano prima di accorgersi che la stessa parola può avere numerose traduzioni: siamo capaci di scegliere quella giusta? Siamo sicuri che la parola che abbiamo scelto sia la più adatta al contesto in questione? Se una persona si mette a ridere mentre legge il testo così tradotto, allora significa che non è così semplice come pensavamo.

3. Se hai studiato una lingua, vuol dire che puoi tradurre anche verso la lingua straniera.

Un’altra convinzione diffusa, ovviamente falsa. Non basta aver studiato una lingua per tradurre correttamente verso quella lingua. Per avere la prova, è sufficiente tentare di tradurre un testo verso una lingua straniera: ci si accorgerà subito che manca la sensibilità e la dimestichezza con la lingua necessarie a rendere al meglio il senso.

4. Perché devo pagare qualcuno che mi faccia la traduzione? I software di traduzione automatica lo fanno gratis!

È vero, molti software di traduzione automatica sono gratuiti, ed è sufficiente digitare o incollare il testo nell’apposita casella per avere la traduzione in un attimo.
… e la qualità? Se fossero in grado di eseguire una traduzione a regola d’arte, questi software sarebbero più che sufficienti per fare un lavoro che in realtà richiede studi specifici e un apprendimento continuo. Probabilmente questi software sono in grado di tradurre correttamente frasi semplici, ma quando si tratta di testi più complessi (es. manuali tecnici, ma anche modi di dire) ricorrono alla traduzione letterale. Il ragionamento “non si capirà niente, ma almeno è gratis!” non funziona mai…

5. Lo faccio fare a mio “cugggino” che ha fatto inglese alle medie, poi tu magari ci dai un’occhiata giusto per vedere se va bene.

Questa è in assoluto la mia preferita. È evidente che chi ragiona così non si pone una domanda molto semplice: cosa vi fa pensare che vostro “cugggino” sarebbe in grado di eseguire il lavoro ad arte senza gli anni di formazione e di esperienza di un professionista?

6. Traduci pure come ti viene, non è importante che il lavoro sia perfetto.

Se volevate colpirmi al cuore, ci siete riusciti. Chiunque metta passione nel proprio lavoro (non solo quello di traduttore) si impegna al massimo per svolgerlo nel migliore dei modi.
Non solo: non è per niente professionale consegnare al cliente un lavoro fatto con poca cura. Chiunque lo andrà a leggere penserà di avere a che fare con un ciarlatano che non sa fare il proprio mestiere (e avrà pienamente ragione!).

7. Se sono bilingue, posso tranquillamente fare il traduttore.

Essere bilingue è sicuramente un vantaggio se si desidera intraprendere la carriera di traduttore. Tuttavia, è indispensabile non dimenticare l’importanza della formazione: non ci si può improvvisare traduttori, la tecnica va sviluppata con uno studio costante e tanta pratica. Inoltre, è importante avere una solida preparazione sulla materia che si va a trattare: se un traduttore si trova a tradurre un testo di una materia a lui sconosciuta (es. ingegneria), è molto probabile che la qualità del lavoro non sia eccelsa.

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