Tradurre in lingua attiva: sai cosa significa?

tradurre in lingua attiva

Se stai leggendo questo articolo, vuol dire che non conosci ancora il significato dell’espressione “tradurre in lingua attiva” e che vuoi sapere come distinguere i professionisti seri dai (tanti) ciarlatani che si trovano in giro per la rete.

 

Facciamo un piccolo esperimento, ti va? Proverò a “leggerti nel pensiero”, tenterò di anticipare le tue domande e ti fornirò le risposte che penso tu stia cercando: chiamiamola “intervista con la tua mente”.

Chi sei?

Mi chiamo Alessio Panini, e di professione faccio il traduttore.

Cosa ti fa pensare di essere la persona giusta per darmi le risposte che cerco?

Intendiamoci, non mi ritengo il custode della verità assoluta: quello che ti dirò io te lo può dire qualunque traduttore degno di questo nome.

Va bene, proviamo: cosa significa tradurre in lingua attiva?

La lingua attiva è la lingua verso la quale un professionista come me traduce i documenti ricevuti dai clienti. Io per esempio sono di madrelingua italiana, pertanto la mia lingua attiva è l’Italiano.
Questo è già un primo indizio: ogni traduttore che si rispetti traduce esclusivamente verso la propria lingua attiva (cioè la lingua madre).

Solo verso la propria lingua madre? E perché?
Se conosci bene una lingua straniera, dovresti saper tradurre anche in quella lingua…

Lo pensano in molti, ma la verità è che manca quella sensibilità tipica dei parlanti di madrelingua. Proviamo con un piccolo sforzo di fantasia: fingiamo di vedere all’opera un traduttore di madrelingua inglese che ha studiato la lingua italiana mentre traduce un documento da Inglese a Italiano. A un certo punto incontra il modo di dire “like shooting fish in a barrel”. Non conoscendo un modo di dire corrispondente in italiano, molto probabilmente tradurrà letteralmente con “come sparare a un pesce in un barile”. Tu, da madrelingua italiano, storcerai il naso perché quella frase non ti suona naturale e nella tua lingua vuol dire poco o nulla. Se invece il nostro traduttore avesse scritto “come sparare sulla Croce Rossa”, ecco che la frase acquista un senso.
Ecco, se non sei madrelingua non riesci a superare ostacoli come questo: provare per credere!
Se l’Italiano è pieno di sfaccettature come questa, di certo lo sono anche le lingue straniere.

Quindi basta essere madrelingua per essere traduttori?

No, affatto. Occorrono studi specifici e parecchia pratica. Se così non fosse, chiunque saprebbe tradurre bene, non esisterebbero i ciarlatani e tu non staresti leggendo questo articolo. Mi sbaglio?

Sei capace di tradurre in lingua attiva ogni tipo di testo?

Mi piacerebbe, ma purtroppo non è così. Se ci riuscissi, vorrebbe dire che sono un esperto di ogni materia esistente: un onnisciente, insomma.
Quando ho iniziato la mia carriera ho scelto qualche settore e mi sono concentrato su quelli. Naturalmente, ho scelto quelli che mi interessavano di più (nel mio caso Meccanica, Elettronica e Automotive).
A mio modesto avviso, per affrontare determinate materie è indispensabile conoscerle molto bene. Prendiamo il diritto per esempio: io posso tradurti un contratto di compravendita perché conosco lo stile e la terminologia che si usano in questo tipo di documenti. Se invece mi chiedessi di tradurre la sentenza di un tribunale, dovrei rifiutare perché stile e terminologia sono totalmente diversi e non li conosco minimamente.

Allora non accetti proprio tutti gli incarichi che ti vengono proposti.

No, se non sono in linea con la mia preparazione ed esperienza. Perché dovrei accettare un documento che so già di non saper tradurre a dovere? Se il mio cliente se ne accorge (e prima o poi se ne accorge), non solo lo perdo ma ne risentirà anche la mia reputazione.

 

Sono riuscito a “leggerti nella mente”? Ti ho detto tutto quello che volevi sapere?

Se hai altre domande da farmi, lascia un commento e ti risponderò volentieri!

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