Come diventare traduttore professionale?

come diventare traduttore professionale

Diventare traduttore professionale non è una passeggiata… l’importante è non perdere di vista l’obiettivo e non bruciare le tappe.

Si comincia dalle basi…
Come scrive Barbara Ronca dal blog “Doppioverso”, la conoscenza di una lingua straniera non fa di te un traduttore, cioè, sei sulla buona strada per diventarlo, ma è solo un inizio.
La primissima cosa di cui tenere conto è la passione per le lingue: senza quella puoi scordarti di diventare traduttore professionale, avresti sempre una marcia in meno rispetto a chi ha passione; se invece ce l’hai, inizia a pensare a quali sono le tue lingue preferite (tenendo sempre a mente che tradurrai DA queste lingue VERSO la tua lingua madre, e non viceversa!).
Il passo successivo è affinare le tue capacità linguistiche: leggi articoli o libri, guarda film e serie tv nella lingua (o nelle lingue) che hai scelto e vedi quanto riesci a capire.
Un mio suggerimento spassionato: parti guardando in lingua originale un film, possibilmente straniero ma che è stato doppiato anche in Italiano, che conosci praticamente a memoria. In questo modo capirai più facilmente il senso dei dialoghi in lingua. La curiosità è la tua migliore alleata per pianificare la tua ipotetica carriera di traduttore.

… ci si fa le ossa.
Adesso è il momento di studiare traduzione. A mio parere, per avvicinarsi a questo mestiere non c’è niente di meglio della Scuola Interpreti (è un corso di laurea vero e proprio); tuttavia, se per qualche motivo questa soluzione non fa per te, puoi provare a frequentare uno dei tanti corsi di traduzione che spesso vengono offerti dalle stesse università. Attenzione però: prima di frequentare corsi di questo tipo occorre avere solidissime basi linguistiche. La parola d’ordine è studiare!

… e poi ci si mette in gioco!
Ora si comincia a fare sul serio. I clienti ideali per iniziare sono le agenzie: per la mia esperienza, nella maggior parte dei casi iniziano con testi generici per poi arrivare a quelli tecnici. È un inizio graduale, cioè quello che ci vuole per cominciare ad accumulare esperienza. Io, per esempio, mi sono specializzato nei settori dell’elettronica e dell’automotive.
Complimenti, sei diventato ufficialmente un lavoratore delle parole, il che significa leggere, comprendere, reinterpretare e scrivere testi ideati da altri. E sai quanti termini non saprai tradurre? Tantissimi. Ma è questo il bello e il difficile del nostro mestiere, una sfida quotidiana nel riuscire a elaborare una traduzione che escluda eventuali errori di interpretazione.
Dopo qualche tempo, potrai cominciare a cercare dei clienti finali, vale a dire raggiungere aziende o fornitori di servizi senza l’intermediazione delle agenzie, magari con una buona strategia di personal branding e di networking.

 

E tu in quale fase sei del tuo percorso per diventare traduttore professionale? Quali azioni stai mettendo in atto? Confrontiamoci nei commenti!

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